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I - Perché la liberazione?

La preghiera di liberazione

Fr. Paul-Marie de M., c.s.j.

    Dio non sempre rimuove il male e dal male può ricavare il bene. La preghiera di liberazione deve essere posta sotto il governo di Dio in rapporto al male che opprime l’uomo. Ad ogni preghiera del ‘Padre Nostro’, il cristiano chiede di essere liberato dal male. Ma la preghiera di liberazione prende altre forme come la preghiera imperativa così come fa l’esorcismo o una preghiera di supplica per accompagnare la persona che soffre. È in base al male che deve essere tolto e cooperando con il governo di Dio, che noi discerniamo la preghiera da usare.

    La preghiera di liberazione comprende prima quella che Gesù ha insegnato nel ‘Padre Nostro’ (1), e quelle che egli insegna praticamente attraverso gli esorcismi (2), le guarigioni di ogni genere e così numerose (3), quelle che ci insegna con la spiegazione che ne fa la Chiesa nei sacramenti istituiti da Cristo, specialmente nel sacramento della penitenza, o infine quelli che la Chiesa ha portato alla luce in alcune preghiere dette di liberazione. Se le preghiere più conosciute e frequentate dai fedeli sono la preghiera dominicale e i sacramenti, la più nascosta e rara è l’esorcismo, la più recente e in via di sviluppo è quella praticata da alcuni gruppi di preghiera, soprattutto nel rinnovamento carismatico, chiamata preghiera di liberazione.

    È ovvio che queste varie preghiere non hanno lo stesso obiettivo immediato, ma hanno lo stesso obiettivo finale, cioè la santità. Tuttavia, il male e la possibile influenza del demonio porta a specifiche alienazioni, la richiesta di liberazione si fa sulla base di questa specificità (4).

    È anche per questo che la preghiera del ‘Padre Nostro’, che chiede la liberazione dal male senza altre precisazioni, coinvolge e finalizza tutte le altre. È in questa luce che tutte le altre preghiere di liberazione devono essere considerate e fatte. Non possiamo interessarci a tutte queste preghiere, ma noi ne cercheremo lo spirito cominciando dalla richiesta del ‘Padre Nostro’. Poi vedremo in questa luce la preghiera di esorcismo e, infine, la preghiera detta di liberazione.

Notes: 1 - Luca 11, 2-4 e Mt 6, 9-13. La menzione dal male si trova solo in Matteo: “...ma liberaci dal male”.
2 - Potete contare cinque esorcismi di Gesù nei Vangeli sinottici: Matteo 8, 28-34 (Mc 5, 1-20, Luca 8, 26-38), Mt 9, 32-34; 12, 22-24 (Luca 11, 14), Mt 15, 21-38 (Mc 7, 24-30), Mt 17, 14-20 (Mc 9, 14-29, Luca 9, 37-42), Mc 1, 23-28 ( Luca 4, 33-36). L’episodio della donna curvata in Luca 13, 10-17 è una liberazione dal diavolo, ma non tramite l’esorcismo.
3 - Ben 34 volte appaiono le guarigioni compiute da Gesù nei Vangeli, alcune si ripetono naturalmente.
4 - San Tommaso d’Aquino, il Pater e l’Ave, Parigi, Nouvelles Editions Latina, 1967, n°88: “La richiesta è generale. Secondo Agostino, essa mira ai diversi tipi di male, cioè il peccato, malattie, afflizioni.”. Ricordiamo che se il diavolo è causa prossima e immediata di certe malattie, è la causa remota morale di ogni male: San Tommaso d’Aquino, Catena Aurea, Mt 6, 13, volume I, Roma, Marietti, 1953, cap. VI, n.10: “Il nome del male indica qui il demonio a causa della sua estrema malizia, malizia che viene dalla sua volontà e non dalla sua natura.”


La preghiera del Signore: “Liberaci dal male”

Liberato ma non liberato da tutto, in questa vita...

    San Tommaso d’Aquino interpreta l’espressione ‘Liberaci dal male’ senza mai parlare di soppressione del male. La liberazione dal male consiste piuttosto nel sopportare, non solo per non subirne una drammatica conseguenza in termini di vita soprannaturale – quello di perdere il legame con il Padre celeste a causa della disperazione provocata dal dolore – ma anche perchè vi è un bene da ricavarne. Per il dottore Angelico, Dio libera l’uomo dal male in quattro modi. Il primo modo è quello di non affliggerlo. Per esempio, se Dio giudica che egli non possa sopportare questa prova (5). Non si tratta dunque di rimuovere il male, ma di far sì che esso non appaia per misericordia. In secondo luogo, Dio libera l’uomo dal male auitandolo a sopportarlo con il dono delle sue consolozioni (6). La liberazione consiste quindi nell’impedire che il male travolga l’uomo in modo che egli non possa più tollerarlo ed essere per esempio tentato di ribellarsi. Le consolazioni di Dio alleviano il dolore dell’afflizione. In terzo luogo, Dio libera l’uomo dal male facendoglielo dimenticare attraverso dei suoi benefici (7). Infine, Dio libera l’uomo dal male ricavandone del bene (8).

Quest’ultima maniera è la più alta in quanto finalizza la preghiera di richiesta direttamente. Così essa dipende dal dono più alto dello Spirito Santo, il dono della Sapienza.

    Così, Dio libera l’uomo dal male e dalla tribolazione, trasformandoli in bene, il che è un segno di grande saggezza, perchè appartiene al saggio l’ordinare il male verso il bene. Questo viene fatto con la pazienza che abbiamo nelle tribolazioni. Le altre virtù si servono del bene, ma la pazienza del male...Ed è per questo che lo Spirito Santo ci fa chiedere la liberazione attraverso il dono della Sapienza : e attraverso di lui, si arriva alla beatitudine che ordina la pace, perchè tramite la pazienza noi abbiamo la pace nei tempi di prosperità o avversità: ed è per questo che gli operatori di pace sono chiamati figli di Dio, simili a Dio, perchè nulla può nuocere ad essi cosi come a Dio, né prosperità né avversità (9).

Notes: 5 - San Tommaso d’Aquino, il Pater e Ave, Parigi, Nouvelles Editions Latina, 1967, n. 89 : “In primo luogo, Dio libera l’uomo dalla sofferenza, facendo si che essa non arrivi a lui”
6 - Ibidem, n. 90 : “Privato di queste consolazioni divine, l’uomo non protrebbe sopravvivere in mezzo alle prove”
7 - Ibidem, n. 91 : “In terzo luogo, Dio riempe gli afflitti con tanti benefici che essi dimenticano i loro mali”
8 - Ibidem, n. 92 : “Quarto, Dio trasforma tentazioni e tribulazioni”.
9 - Ibidem, n. 92 e 93...



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La Croce, fonte di ogni liberazione


      L’intera economia della Croce è presente in questo ultimo modo di essere liberati dal male: quello della preghiera del Signore. La Croce è il luogo proprio della salvezza, della liberazione totale dal male (10). La grazia cristiana dà al credente la capacità di essere unito a Cristo crocifisso e di partecipare a questa vittoria sul male che non è la rimozione di tutti i mali in questa vita (11), ma che ottiene il perdono del peccato (12). Il resto del male è portato in questa vita, essendo sopraffatti dall’amore del Padre. Questo non è il luogo per spiegare il mistero della Croce, ma è la grande luce sulla liberazione da tutti i mali.

      La maniera sapienziale di essere liberati dal male è quello di essere uniti a Gesù crocifisso che ci dona la propria vittoria sul male, qui, sul male del peccato, e nella vita futura sul resto del male (13).

      Tuttavia, nella sua vita apostolica, Gesù ha liberato migliaia di persone (14) da moltiplici mali, togliendoli, senza richiedere loro di sopportarli. Alcune di queste liberazioni consistevano nel comandare al demonio di uscire dai posseduti. Forse perchè non potevano sopportare questo male, così come il teologo ha detto nella prima spiegazione della preghiera del Signore? Come capire queste preghiere di esorcismo di Cristo?

Notes: 10 - Eb 9,22 : “Senza spargimento di sangue non c’è remissione” e Gv 16, 8 : “Egli (Il Paraclito) una volta venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato (....) perchè il principe di questo mondo è stato giudicato”.
11 - Rm 8, 17 : “Noi siamo figli di Dio, (..) eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con Lui per essere anche glorificati con Lui”.
12 - Rm 6, 11 : “E anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù”.
13 - Gv 3, 14-15 : “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perchè chiunque crede in Lui abbia la vita eterna.”
14 - Mt 8, 16-17 : “Venuta la sera, gli si presentarono indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con una parola e guarì tutti i malati, affinchè si adempisse la profezia di Isaïa : “Ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie”. 


La preghiera dell’esorcismo


      Riceviamo nella fede le azioni di Gesù che esorcizza posseduti (15). La maniera sapienziale d’essere liberi dal male alla luce della Croce ci mette subito di fronte alla questione del perchè il ministero dell’esorcismo, qual’è la sapienza di Dio associata a questo gesto? Se, di fronte al male, la saggezzza è quella di sopportarlo essendo uniti alla Croce, perchè questa gratuità nei gesti di liberazione di Cristo? Questo ci metterà anche di fronte alla questione del discernimento pastorale: Qual è il bene del gregge di Cristo? Che cosa dovrebbe essere fatto per aiutare il cristiano secondo l’intenzione di Cristo su di lui?

Notes: 15 - Si noti che Giovanni non ne riferisce alcuno anche quando Satana entrò in Giuda, durante l’Ultima Cena. L’unica Parola di San Giovanni per quanto riguarda la liberazione si trova in 8, 32 : “...La verità vi farà liberi.”. Per San Giovanni l’ultima testimonienza della verità è la Croce : Gv 18, 37 : Giuda rifiuta la Croce e quindi non può essere liberato.

Perchè l’esorcismo (16) ?


      Il segno della vittoria di Cristo

      Gesù dice molto chiaramente il motivo di questa azione di fronte agli ebrei: “Ma se con il dito di Dio, io scaccio i demoni, allora il regno di Dio è venuto per voi.” (17). Allo stesso modo, Egli raccomanda il posseduto di Genezareth che voleva seguirlo dopo che è stato liberato, di riferire alla sua famiglia tutto ciò che il Signore aveva fatto per lui, nella sua misericordia (18). Si tratta di misericordia, segno di qualcos’altro (19), vale a dire una liberazione più interiore, quella del peccato e delle sue conseguenze, grazie al regno di Dio che si è sopravvenuto. Il primo beneficiario di questo segno è il posseduto stesso, non solo perchè viene liberato, ma anche perchè vuole seguire Cristo. Il Signore glielo permette, non fisicamente, ma essendo un testimone della venuta del regno di Dio.

      Questo segno ordinato alla conversione tuttavia, non è un carisma – anche se ci può essere un carisma di liberazione – perchè Gesù confida ai suoi Apostoli il ministero (20) nel quadro del loro sacerdozio. Gesù lo ha confidato anche ai 72 nel quadro della loro missione (21). Eppure la storia della Chiesa mostra attraverso i padri del deserto che l’esorcismo era praticato dai monaci non chierici e da laici (22). Ciò obbligherà a chiarire la virtù dell’esorcismo (23).

      Poichè lo scopo dell’esorcismo è di essere un segno efficace della venuta del regno di Dio, in primo luogo, per chi ne benficia, questa preghiera di liberazione può essere chiamata sacramentale (24). Il comandamento efficace dato al diavolo con l’autorità del nome di Cristo è per chi ne beneficia, il segno della vittoria di Gesù. L’appartenenza a questa vittoria nella fede è sostenuta dal dono di questo segno. È proprio del sacramentale aiutare la fede di colui che beneficia del sacramentale stesso, ad essere più fervente grazie al segno. Anche l’efficacia del comandamento è parte del segno. È pe questo che l’esorcismo è vicino al sacramento della Nuova Alleanza per la sua efficacia, ma se ne allontana per il fatto che non dona la grazia, ma rimuove solo gli ostacoli. Si potrebbe quasi dire che l’esorcismo è un sacramentale della speranza. È dato un segno efficace che fa rinascere il desiderio. Inoltre, la liberazione dal demonio è un segno non efficace della liberazione interiore del peccato. In questa prospettiva, l’esorcismo è il sacramentale ordinato al sacramento della penitenza.

Notes: 16 - Sulla questione dell’esorcismo, sarà letta con profitto da Marc Antoine Fontelle, ‘Accogliere oggi l’esorcismo’, Parigi, Tequi, 1999, e i libri dell’Associazione Internazionale per la Liberazione (IAD) : liberazione ed esorcismo (2001), la preghiera di liberazione e di esorcismo; Di fronte alle sfide attuali del diavolo (2003), la preghiera di liberazione e di esorcismo; Discernimento (2005), la preghiera di liberazione e di esorcismo; Stregoneria in Africa (2006); Gli attacchi del demonio contro l’uomo (2007); Gli attacchi del demonio contro la Chiesa (2009); i libri publicati a Saint Benoit du Sault, Ed. Benedettine; infine, vedere del padre René Chenesseau, Giornale di un prete esorcista, Saint Benoit du Sault, Ed; benedettino, 2007.
17 - Luca 11, 20.
18 - Mt 5, 19.
19 - San Tommaso d’Aquino, Summa Theologica (ora abbreviato ST), III, Q71 a3 : “I riti di esorcismo respingono un doppio ostacolo che si oppone a ricevere la grazia della salvezza. Di questi ostacoli, uno è esterno: è il diavolo che cerca di impedire la salvezza dell’uomo...L’altro ostacolo è dentro, nel senso che impediti dal peccato originale, i nostri sensi sono chiusi al ricevimento dei misteri della salvezza”.
20 - Mt 10, 1 : “Chiamati a sè i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri, per espellerli e guarire ogni malattia e ogni infermità”.
21 - Luca 10, 19 : “Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e tutta la potenza del nemico e nulla vi potrà danneggiare.”. Gesù rispondeva ai 72 che si rallegrassero perchè i demoni erano stati sottomessi nel nome di Gesù.
22 - San Giustino, Seconda Apologia, VI, 5, 6, : “Ci sono nell’universo e nella nostra città un numero di indemoniati che altri esorcisti, stregoni, maghi, non hanno potuto curare, e che molti di noi, cristiani, esortandoli nel nome di Gesù Cristo crocifisso sotto Ponzio Pilato, hanno guarito e guariscono anche adesso, riducendo le potenze, espellendo i demoni che possiedono le persone.”
23 - ST, III Q71 a3 : “Alcuni dicono che gli esorcismi sono inefficaci, ma sono solo segni. Ma questo è ovviamente falso, poichè la Chiesa negli esorcismi, usa parole imperative per scacciare il potere del diavolo.”
24 - Ecco come il diritto canonico classifica l’esorcismo. Cf canone 1172. Vedi anche ST III, Q71 a 3 ad 2um : “ È nella natura del sacramento produrre il suo effetto principale, la grazia, che rimette la colpa o compensa alcune carenze. Ma questo, gli esorcismi non la fanno, semplicemente rimuovono gli ostacoli. Quindi non sono dei sacramenti, ma solo sacramentali.”



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      Un segno efficace

      L’esorcismo è un comandamento che richiede un’autorità. Tale può essere istituzionale o di fatto. Cristo come il Verbo fatto carne ha ogni autorità (25):

“Scese a Cafarnao, una città della Galilea, e insegnò loro il sabato. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perchè parlava con autorità. Nella sinagoga, c’era un uomo posseduto da uno spirito immondo...E Gesù lo sgridò, dicendo: ‘Stai zitto, esci da lui’... furono presi da timore tutti, e dicevano tra loro : ‘Che cosa è questa parola? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi escono (26)! “

      Gesù ha delegato questa autorità (27) ai suoi apostoli e ai 72. Per un laico cristiano, l’autorità è quella della santità del suo sacerdozio regale che lo lega a Cristo e in modo speciale a Cristo crocifisso, vittorioso su ogni male. L’autorità delegata è quella dell’istituzione, e questa è duplice perchè c’è l’autorità del vescovo e quella del sacerdote. Da qui, possiamo capire la distinzione tra il grande esorcismo, riservato al vescovo e il sacerdote che lo esercita nel suo nome; e il piccolo esorcismo, che il sacerdote può pronunciare. La differenza tra questi due esorcismi viene più dalla autorità esercitata, che dal rituale esercitato. Un vescovo che pronunciasse il piccolo esorcismo, quello di papa Leone XIII, per esempio (28), farebbe un grande esorcismo, mentre un prete non nominato dal vescovo per il ministero, che utilizzasse il rituale del grande esorcismo non farebbe che un piccolo esorcismo. Un laico, quindi, non può pregare altro che un piccolo esorcismo

      L’uso della Chiesa in queste questioni sta cambiando in quanto vi è una cautela che si adatta al presente. Così il piccolo esorcismo che è stato promulgato dal Papa Leone XIII per esser utilizzato da ogni cristiano, è stato rimosso da questo uso dal cardinale Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (29). L’esercizio di questo ministero non è senza rischi. Sappiamo quello che l’autore degli Atti degli Apostoli riporta circa esorcisti ebrei (30). L’esorcismo di Leone XIII, essendosi diffuso ampiamente nel mondo, è stato utilizzato da persone poco credenti che si sono investite della carica di liberatori dal maleficio o esorcisti che avevano subito trattamenti paragonabili a quelli degli esorcisti ebrei. Era meglio ritirare questa preghiera per prevenire ulteriori incidenti.

Notes: 25 - Giovanni 17, 2 : “Padre, è giunta l’ora: glorifica il tuo Figlio, affinchè il tuo Figlio glorifichi te e secondo il potere che tu gli hai dato sopra ogni essere umano, Egli dia la vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato.”
26 -Luca 4, 32-36
27 - Cfr p. 57, n. 4 e 5.
28 - L’esorcismo è stato pubblicato a Parigi nel 1922 con l’imprimatur del cardinale Dubois : “Qesta preghiera fatta per mettere il diavolo in fuga, può preservare la famiglia e la società da grandi mali, in particulare, è recitata con fervore, anche dai semplici fedeli. Sarà utilizzata specialmente nei casi in cui si può presumere l’azione del demonio, che si manifesta : sia per la malvagità degli uomini, o dalle tentazioni, le malattie, le tempeste, i disastri di ogni genere”.
29 - Congregazione per la Dottrina della Fede, ‘esorcismi e incontri di preghiera’, 29 settembre 1985, Documentazione Catolica n°1912, 16 Febbraio 1986, p. 197 : “Da quetis requisti (questo è il canone 1172), ne consegue che non è nemmeno permesso ai fedeli di utilizzare la formula di esorcismo contro Satana e gli angeli caduti, che viene dalla formula pubblicata da mandato di Papa Leone XIII, per non parlare di usare il testo integrale di questo esorcismo. I vescovi devono informarene i fedeli, se necessario”.
30 - Ati 19, 13-17 : “Ora alcuni ebrei ambulanti provarono a pronunciare, essi stessi, il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti maligni....Ma lo spirito maligno rispose loro: ‘Gesù, io lo conosco, e Paulo, so chi è. Ma voi, chi siete?’ E saltando su di loro, l’uomo posseduto da uno spirito malvagio li dominò e li picchiò tanto che questi, nudi e coperti di ferite, fuggirono da quella casa.”



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II - Che cos’è la liberazione?

l'esorcismo: il discernimento.


Introduzione: La verità vi farà liberi


      Come tutti sanno, la teologia trae i suoi principi dalla Rivelazione e quindi principalmente dalle Scritture. Ora per quanto riguarda l’esorcismo, c’è un paradosso che non può lasciare che nella perplessità. C’è una domanda che tengo sempre presente nel mio spirito quando leggo la Parola di Dio circa l’esorcismo.

      Sapete che Gesù ha praticato esorcismi che i sinottici ci riferiscono. San Giovanni non ne riferisce nessuno ed è qui il paradosso dell’amico di Gesù che è interessato a tutto ciò che il suo amico fa e, tuttavia, non riferisce a questo riguardo nulla, il che lo avrebbe comunque glorificato. Per contro, ci dà solo quella frase che è ovvia e non sembra in un primo momento come una grande rivelazione : “La verità vi renderà liberi”. In effetti, la verità discerne il falso e quindi ci rende liberi dall’errore che aliena l’intelligenza e tutta la persona umana. Ma quale rapporto comporta questa liberazione dell’intelligenza e della persona umana, che non è generalmente specifico dell’attacco del diavolo, con l’esorcismo? Ci si potrebbe chiedere : perchè San Giovanni non riferisce di alcun esorcismo?

      È ovvio che lascio da parte tutte le questioni esegetiche di autenticità delle parole di Gesù o non di Gesù. Riceviamo la Parola di Dio come ispirata dallo Spirito Santo dunque in uno sguardo di fede, che Gesù ha effettivamente dette o no. Si tratta di un insegnamento di Dio.


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      1°) San Giovanni e il diavolo


      Non possiamo dire che San Giovanni non s’interessa alla questione. Così leggiamo nell’Apocalisse, più che nei Sinottici, una teologia del diavolo, anche nella prima epistola, una teologia dell’anti-Cristo. Non è che san Giovanni non ci creda. Ha visto il nostro Signore scacciare i demoni e tutto ciò che Gesù fa lo interessa al massimo grado. È impossibile che San Giovanni non abbia pensato alla questione e poichè non ne parla esplicitamente, bisogna essere intelligenti per capire. Come l’autore dell’Apocalisse dice : “Chi ha orecchi per intendere, intenda!”

      Non perchè San Giovanni non parla esplicitamente di esorcismo, questo vuol dire che esso non sia presente nel suo pensiero. Ancora di più, lo Spirito Santo, autore principale delle Scritture vuole così, senza dubbio, renderci attenti a qualcosa di speciale che appartiene alla Rivelazione. Ci sono silenzi che rivelano tanto quanto molte parole.

      La prima cosa a cui si potrebbe pensare, è che il problema dell’esorcismo è contenuto implicitamente in un altro insegnamento. Infatti, per ritenere che San Giovanni non si sia interessato alla questione, e nello stesso tempo non ne parli esplicitamente, non si dovrebbe dire che ne ha parlato, come potrebbe essere in questo caso? Possiamo capire così che la ‘verità’ è la risposta agli attacchi del diavolo, che competono alla preghiera di liberazione?

      Ma allora a che serve l’esorcismo se la verità libera? Come capire il rapporto tra l’esorcismo e la verità che libera? Compiere la verità è l’esorcismo maggiore? Anche se la verità libera dall’assalto del demonio attraverso la preghiera di liberazione o di esorcismo, è ancora necessario operare un discernimento in vista dell’esorcismo? Ma poi, se non c’è più discernimento da compiere, in nome di che cosa praticare una preghiera di liberazione?

      Tuttavia, la Chiesa ha sempre mantenuto la preghiera di esorcismo. Potrebbe essere che la preghiera di esorcismo o di liberazione è la verità che libera? In che cosa la preghiera di esorcismo che consiste principalmente in una ingiunzione fatta al demonio di abbandonare la sua presa, è la verità che libera?

      Noi vediamo bene che una moltitudine di domande sorgono una volta che si ammette che San Giovanni non è estraneo alla liberazione e comunque rimane molto discreto sulla questione...

      Che cosa vuole dirci San Giovanni?


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      2°)La verità vi farà liberi


      In questo passo della Scrittura a cui ci riferiamo, Gesù qualifica il demonio in due modi : egli è un omicida fin dal principio ed è il padre della menzogna (Jn 8, 44). L’omicidio non è solo la morte fisica, ma la morte spirituale. Quello che il nemico desidera in primo luogo è la morte soprannaturale spirituale dell’uomo. Egli vuole che l’uomo perda la grazia.

      Infatti, gli ebrei che polemizzarono con Gesù, sono figli del diavolo e il diavolo ha perso la vita soprannaturale che lo legava al suo fine, Dio. Ha perso la sua finalità e non può essere altro che il padre di coloro che perdono la vita soprannaturale o che stanno per perderla, perchè un figlio assomiglia a suo padre.

      Quanto s’impegna per far perdere la vita soprannaturale? Essendo la vita soprannaturale essendo fondata sulla fede, che aderisce alla verità rivelata, è attraverso la menzogna, che è contraria alla fede, che il demonio può far perdere la vita soprannaturale. Quindi, essendo il padre della menzogna, egli si fa il padre di quelli che perdono la vita soprannaturale o stanno per perderla. Si capisce perchè il demonio sia padre : egli comunica ai suoi figli il suo spirito di menzogna affinchè i suoi figli gli assomiglino.

      Avendo perso la sua finalità, il demonio ignora tutto ciò che riguarda la finalità. L’orgolio dell’intelligenza fà sì che tutto ciò che non capisce, è considerato inesistente, lo disprezza negandolo. Non è la grande menzogna far credere all’uomo che la finalità non esiste? Una tale bugia conduce alla perdita della grazia. Volendo ignorare Dio e Cristo che conduce a Dio, l’uomo sotto l’influenza del demonio, perde questo legame personale con il suo vero Padre.

      Quindi, ‘La verità vi farà liberi’ illumina ciò che può essere l’anti-veleno contro il demonio. Rimanere nella verità, è assicurarsi di non impegnarsi in una strada di perdizione. Ma di quale verità si tratta?


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      3°) La verità che libera


      La prima cosa da notare e che possiamo immediatemente dedurre da questo testo di San Giovanni, è che l’enfasi è nella risposta al peccato che è uno dei peccati più gravi secondo 1 Gv perchè è negare che Cristo è Dio : è il peccato dell’anti-Cristo. Il Vangelo di San Giovanni è interessato soprattutto all’essenziale della finalità, cioè a ciò che riguarda l’uomo, la sua predestinazione. Ciò che si oppone di più alla predestinazione dell’uomo, alla sua salvezza è il peccato e non le aggressioni del demonio che competono alla preghiera di liberazione.

      Qui, l’esperienza è illuminante : una persona può essere posseduta dal demonio, senza che la sua salvezza sia in gioco. Questo non significa che si debba relativizzare la possessione o qualsiasi aggressione del demonio. A volte accade che una persona posseduta si converta e voglia essere liberata. Come è possibile se la possessione sia nello stesso piano del peccato mortale attuale? Chi vuole essere libero da una possessione demoniaca è in cammino verso Cristo e la sua salvezza è meno in questione di quella di colui che non è né posseduto, né infestato ma è in uno stato di peccato mortale. Qualcuno che muore in uno stato di possessione demoniaca, ma che vuole essere liberato dal diavolo sarà salvato. Per questo, c’è il sacramento per il peccato, cioè un efficacià gratuita data da Dio per liberare dal peccato che impedisce la salvezza, mentre non c’è sacramento per liberare dal demonio. L’esorcismo è un sacramentale che per essere efficace, richiede la collaborazione dell’esorcizzato, e quindi una conversione.

      Come spiegare che il peccato e l’aggressione del demonio che compete alla preghiera di liberazione non siano allo stesso livello? Il peccato è un atto volontario, quindi è un atto dello spirito. La possessione è un atto del demonio, la cui causa può essere un atto dello spirito umano, ma non necessariamente. Inoltre, l’aggressione del demonio, la sua azione, non può essere al livello dell’anima spirituale in quanto è legata alla presenza del Creatore, in modo che il demonio non può accedervi, così bene che ogni assalto del demonio non tocca l’anima spirituale. Solo Dio e l’uomo hanno accesso all’anima spirituale, non il demonio. Solo l’uomo può dunque dannarsi, non il demonio. Il demonio, anche in una possessione, non può agire sull’anima spirituale se non in modo indiretto attraverso l’influsso e più specificamente, ostacolando l’uso delle facoltà dello spirito.

      Il primo discernimento che possiamo trarre da San Giovanni è la differenza che bisogna fare tra ciò che si oppone direttamente alla salvezza, il peccato, e ciò che vi si oppone indirettamente, questi attacchi del demonio che competono alla preghiera di liberazione.

      Bisognerebbe probabilmente fare attenzione alla nozione di verità secondo San Giovanni. Questa verità è analogica secondo lui. Ha diversi significati. È sia la verità che è Dio stesso (‘Io sono la via, la verità e la vita’), che la verità di fede (‘Dio nessuno l’ha mai visto, il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, Lui ce l’ha fatto conoscere’), che la verità che si fa (‘Se diciamo che siamo in comunione con Lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo, non facciamo la verità’, 1Gv 1, 6). È probabilmente questo terzo senso della verità che ci guiderà al meglio.

      Che Dio Verità liberi, è il significato del Vangelo. Che la verità di fede liberi, è il significato delle parole di Gesù in questo brano del Vangelo di San Giovanni : “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, e voi conoscerete la verità e la verità vi libererà”.

      La verità che si compie, è immediatamente conseguente alla precedente (la verità di fede) poichè essere in comunione con Lui (fare la verità secondo 1 Gv 1, 6) è quello di mantenere la sua parola, poi camminare nella luce. Fare la verità, è discernere la differenza tra la comunione con Cristo (conservare la sua parola), e camminare nelle tenebre.

      San Giovanni parla di luce e di tenebre che costituisce una distinzione presa dal carattere metafisico di Dio. Infatti, nel Prologo del Vangelo, troviamo : “Il Verbo è la luce vera che illumina ogni uomo venendo nel mondo.”. Altrove troviamo : “Dio è luce, non ci sono tenebre in Lui.”. La luce è il mistero stesso dell’Essere divino. Dobbiamo mantenere questo aspetto metafisico della luce per non ridurlo all’aspetto morale delle cose.

      Noi siamo figli di Dio mediante la fede, vale a dire figli della luce. Il demone vuole essere nostro padre, facendoci camminare nelle tenebre. Essere figli della luce, della fede non si riduce all’aspetto morale dell’agire in conformità alla fede. Più profondamente l’agire in conformità colla fede corregge profonamente l’uomo nella sua persona, nel suo aspetto esitenziale. L’agire in conformità alla fede riordina l’uomo in se stesso, ed egli diventa luce.

      I sacramenti sono segni sensibili che ci mostrano questa volontà divina, questo disegno di Dio sull’uomo di riordinarlo verso la sua finalità, tenendo conto della sua sensibilità, del suo condizionamento umano. Attraverso atti ripetuti verso la sua finalità, l’uomo riordina tutta la sua persona verso la sua finalità. In definitiva è il suo essere personale che viene riordinato verso la sua finalità. Egli è un figlio della luce. Qui si tratta di un aspetto metafisico dell’uomo. Questo è molto importante in quanto riguarda l’azione demoniaca sull’uomo.


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      4°) La verità, luce dell’uomo


      Di solito si parla di fare la verità per la guida spirituale. L’espressione di camminare nella luce, qui è significativa. Si cammina grazie a una luce esterna che ci illumina. Dobbiamo dire forse che la guida spirituale è sufficiente a contrastare gli attacchi del demonio e a liberare da questa aggressione?

      L’esperienza non ci mostra forse persone profondamente cristiane che hanno avuto un padre spirituale e tuttavia sono state aggredite dal demonio, e non solo da semplice tentazioni? Come è possibile che alcune persone veramente cristiane accompagnate spiritualmente possano sperimentare attacchi demoniaci fino alla possessione, fatta eccezione per i permessi speciali di Dio, che competono al carisma? Al contrario, come è possibile che alcune persone non cristiane prese di mira dalla stregonieria o dalle pratiche magiche non siano colpite dal demonio?

      Questi esperimenti semplici e comuni per tutti coloro che sono coinvolti nel ministero della liberazione aiutano a capire che in questi casi, la verità che protegge dagli attacchi del demonio non è in primo luogo la verità di fede. In effetti, un credente può essere attaccato dal demonio, la fede non lo ha protetto. Non che la fede non protegga dal demonio, ma in alcuni casi, non protegge completamente. La fede salva dice san Paolo, perchè giustifica, nel senso che libera dal demonio per quanto riguarda la predestinazione dell’uomo, ma non necessariamente libera da ciò che riguarda la sua vita terrena e la sua persona.

      Abbiamo detto che il demonio ha perso la sua finalità. Cosi, egli ignora tutto ciò che riguarda la finalità delle creature, perchè è la stessa finalità: Dio. Se l’uomo si allontana dal suo fine, diventa noto al diavolo e può essere preda dei suoi tormenti. Finchè l’uomo rimane nella sua finalità soprannaturale, non è conosciuto dal demonio. Quindi, il demonio non può fare nulla contro la vita soprannaturale, perchè non la conosce più. Lo stesso vale per la vita naturale. Se è finalizzata, lui la disconosce. Dal momento in cui essa non è più finalizzata, egli la conosce e può afferrarla.

      Come è possibile che il demonio che è così potente, come si è affermato nel capitolo 12 del libro dell’Apocalisse, non agisca encora di più sulla natura? È perchè la natura è finalizzata, ha una inclinazione naturale verso il suo fine, tranne nei casi in cui le disposizioni cattive impediscono l’inclinazione verso il fine. L’uomo può agire in modo così violento sulla natura che può creare cattive disposizioni che saranno così altrettante vie d’accesso al demonio per scuotere la nostra buona vecchia terra!

      Ad esempio,un non cristiano che vive di una finalità naturale come una micizia, non sarà afferrato dal demonio nella misura in cui questa si impadronisce di tutta la sua vita. Al contrario, un cristiano che vive la sua vita soprannaturale, anche se essa non possiede completamente la sua vita al punto che molti dei suoi atti di vita naturale non sono finalizzati, può essere afferato dall’avversario.

      Come ogni essere spirituale creato, il demonio agisce solo su ciò che sa, vale a dire su ciò che non è finalizzato. Il demonio può agire e intervenire in un essere umano con disposizioni non finalizzate, sebbene anche questo essere umano sia finalizzato. Queste disposizioni non sono solo le azioni umane, l’agire umano (che sarebbe immorale), che darebbero al demonio l’opportunità di agire, di attaccare. È già, partendo da una disposizione da uno stato non finalizzato, che il demonio può agire. Ne vedremo un esempio in un caso molto frequente oggi: la medianità. Noi capiamo e anche perchè il demonio può utilizzare la genealogia per raggiungere le persone. Quando una persona ha degli antenati molto negativi, ha ricevuto disposizioni ereditarie negative e anche se è un buon cristiano, zelante di buone intenzioni, il demonio può raggiungerlo.

      Ci sarebbero qui, senza dubbio molto cose da dire perchè tutto il movimento New Age crea nelle persone queste disposizioni cattive che sono reali porte aperte al demonio.


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      5°) Il discernimento teologico


      In primo luogo, dobbiamo considerare che cos’è un discernimento teologico e non aspettarsi da esso quello che non può dare. Vi è infatti un discernimento pratico su una determinata persona e il discernimento teologico. Il discernimento pratico si basa sul discernimento teologico come fondamento, ma tiene conto della persona concreta sulla quale il discernimento pratico deve essere fatto. Esempio: il discernimento teologico sul battesimo conferito da un non cristiano in circostanze eccezionali, è che il ministro abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Ora, se questo si verifica, se il ministro abbia conferito un battesimo valido, non lo si può sapere. In realtà, aveva intenzione di fare ciò che fa la Chiesa, è un atto interiore che solo Dio può giudicare. Possiamo solo dire che se il ministro ha rispettato le condizioni, il battesimo è validamente conferito. Il discernimento pratico sarà basato sulla conoscenza concreta della persona. Se il ministro è sconosciuto, non si potrà fare questo discernimento pratico.

      Quando si tratta di distinguere la finalità di una persona, possiamo dare un discenimento teologico, ma il discernimento pratico richiede la conoscenza della persona. Infatti, la finalità è eminentemente personale e spirituale. Se la realtà che finalizza l’uomo è nota, non possiamo neppure sapere fine a che punto ne vive l’uomo, fino a dove costui è finalizzato da questa réaltà. Pertanto, il tipo di discernimento che noi dobbiamo fare necessita di una guida spirituale. È un po’ come la quadratura del cerchio, perchè coloro che ci consultano non sono quelli che accompagnamo. In ogni caso, è bene chiedersi se la persona che ci consulta ha un padre spirituale che noi stessi potremmo consultare, il che accadde raramente! Credo che nelle circostanze eccezionali in cui siamo, lo Spirito Santo aiuti molto, ma questo non ci dispensa dal prendere le misure che conosciamo.

      Io pongo un’ipotesi di ricerca e mi chiedo se il discernimento non è nella distinzione della natura e della persona. L’uomo ha una natura umana che è destinata a svilupparsi. Quando sviluppa la sua natura umana nel senso della sua finalità, diventa una persona umana. La persona umana può essere considerata in due modi: da un lato formale, in cui diciamo che la persona è composta di anima e corpo, è la strutttura della persona; l’altra è dal punto di vista della finalità in cui l’uomo è una persona potenzialmente.

      In questo caso, si può dire che il demonio non può attaccare la persona umana che sia cristiana o no. Per contro, egli può attaccare la natura umana non finalizzata.


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      6°) Alcune conseguenze di questo discernimento.


      L’opera di Dio è che noi crediamo in colui che Egli ha inviato (Cf Gv 6, 29), ma di una fede divina che si impadronisce di tutto il nostro essere, rendendoci figli di Dio, figli della luce e non una fede puramente formale. L’opera del demonio è di impedire alla natura umana di svilupparsi nel senso della finalità, in modo che se la fede è presente, rimanga puramente astratta. Il suo lavoro è anche quello di afferrare l’uomo nella sua natura umana, in modo che essa non soddisfi più ai desideri dell’anima e che l’uomo si disperi venendo spinto al suicidio o alla disperazione che fa perdere la speranza teologale e la carità.

      Come la natura umana può essere impedita nella crescita verso la sua finalità?

      A livello politico, nel senso filosofico del temine, per dire a livello communitario, sociale, lo Stato ha un ruolo speciale da giocare. Normalmente non si occupa delle persone se non incidentalmente attraverso individui, perchè la finalità è personale e lo Stato non ha alcun diritto sulla finalità personale. Il suo ruolo è piuttosto quello di promuovere lo sviluppo della natura umana, nel senso della finalità. Quando lo Stato impedisce deliberatamente la natura umana a svilupparsi nel senso di una finalità personale, fa l’opera del nemico. Per esempio, con il pretesto della laicità, negare la dimensione religiosa dell’uomo è opporsi nel modo più netto e più nascosto (vale a dire, con il pretesto di non confessionalismo e di tolleranza) allo sviluppo dell’uomo in persona umana. È quindi incoraggiare la creazione delle porte aperte al demonio.

      La cultura è l’ambiante di vita dell’uomo. Questo dimostra l’importanza della cultura nello sviluppo della natura umana! Se la cultura porta in sè alcuna traccia della finalità, essa impedisce lo sviluppo della persona umana. Così una cultura scientifica che esalta l’intelligenza umana e le impedisce di trovare ciò che la supera e può finalizzarla, sarà favorevole al demonio.

      Un altro aspetto mi sembra oggi sempre più importante. La natura umana è in parte ciò che viene trasmesso di generazione in generazione mentre la persona umana è l’opera dell’uomo. Una natura umana segnata da molti peccati gravi non può che trasmettere di generazione in generazione una natura umana danneggiata. Peccati gravi ripetuti creano disposizioni cattive nella natura umana che si trasmettono di generazione in generazione e che sono porte aperte al demonio. Qui, non si tratta soltanto dell’aspetto morale. Chi eredita per generazione una natura danneggiata può avere una vita molto morale e essere assalito dal demonio perchè il suo essere non è in grado di svilupparsi in persona umana. Darò un classico esempio in cui vediamo l’aspetto più metafisico che morale nel caso di una possessione demoniaca.

      Vi ho detto che la possessione non era necessariamente dovuto ad un atto peccaminoso del possesso. Infatti, una presenza demoniaca avviene attraverso l’azione angelica. Il demone è presente in quanto egli agisce su qualcuno. Per potere agire, egli deve avere disposizioni che gli aprono la porta perchè egli teme ciò che è legato a Dio dall’atto creatore. Così, una persona che fosse dipendente da un altro posseduto dal demonio, creerebbe questa disposizione che consentirebbe al demonio di agire. Questo può portare molto lontano, perchè alcune dipendenze sono naturali come il bambino verso i suoi genitori. Ho avuto il caso di una persona posseduta dal demonio, perchè suo padre, satanista, l’aveva consacrata al demonio nel momento della sua nascita. Così lei era posseduta fin dalla nascita.

      Allo stesso modo, ciò che guasta la natura umana in generale, come le ferite dell’infanzia, la droga, ecc..creano delle disposizioni cattive di cui il demonio si può servire per attaccare gli esseri umani.

      Sarebbe interessante cercare in ciò che conosciamo per esperienza: ferite infantili, alberi genealogici malati ecc...ciò che nella natura umana si riesce a scoprire, il rimedio per aiutare più efficacemente le persone. Per esempio è certo che, quello che viene chiamato la memoria del corpo, quando si tratta di ferite dell’infanzia, non è affatto cellulare o biologica, ma intellettuale. Per contro, l’ereditarietà può portare memoria del corpo biologico.

      Si portrebbero vicendevolmente scoprire le anomalie dello sviluppo della natura umana, prendendo ognuna delle sue facoltà (di questa natura) e discernere i luoghi propizi agli attacchi del demonio. L’intelligenza umana che non si svilupperebbe mai in una ricerca della verità, ma resterebbe nella immanenza del suo funzionamento, senza mai superarsi, potrebbe portare a disposizioni malvage perchè conrarie alla sua natura umana fatta per l’amore, vale a dire per l’altro.

      In ogni caso, è certo che ciò che può rimuovere le disposizioni cattive aquisite o ereditate da generazioni, libererà dal demonio. Ora a me sembra proprio che tenendo conto della struttura dell’uomo, l’intelligenza umana ha un ruolo speciale nella formazione della persona umana. Sarebbe probabilmente troppo lungo sviluppare un’antropologia umana, ma l’intelligenza è una chiave in questo campo. La finalità è raggiunta soltanto in pratica dalla volontà. Bisogna che l’intelligenza scopra e aderisca a tale finalità. È l’intelligenza che orienta la natura umana a ciò che può diventare una persona oppure no.

      Non è forse questa la chiave che dà san Giovanni? : “La verità vi renderà liberi.”.


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      Conclusione


      Questo discernimento teologico della natura umana e della persona permette di avvicinarsi al mistero dell’uomo sotto un aspetto in cui si comprende il dominio intoccabile della persona umana da parte del demonio e di ciò che può essere raggiunto da lui. Fare la verità è dunque impegnarsi nello sviluppo della natura umana verso la sua finalità. Non è forse questa la verità che libera? La verità libera nel senso molto generale, ma nel nostro campo, almeno nel nostro ministero, la ricerca della verità sviluppa la natura umana in persona e libera nel senso più preciso. D’altra parte, ricercare la verità su ciò che ostacola lo sviluppo della natura umana in persona, permette di discernere l’opera della liberazione che bisogna compiere.

      In fin dei conti, e per riassumere le cose in modo un po’tecnico, si potrebbe dire che il discernimento fondamentale porta verso la natura umana e l’ultimo discernimento porta verso la persona umana. In realtà, si tratta di un discernimento sulla persona, perchè la natura non è separata dalla persona, ma questa la integra. Il demonio non può toccare la persona, perchè questa implica la finalità. Per contro, il demonio può attaccare la natura umana non finalizzata o poco finalizzata, e quindi influenzare indirettamente la persona. È chiaro che tale discernimento per quanto riguarda gli attacchi del demonio, non è solo morale, ma direi metafisico che si svolge tramite un’antropologia che esso sviluppa. Quindi, questo discernimento non è primariamente un discernimento cristiano ma umano. È per questo che san Giovanni parla della verità che libera, perchè essa è allo stesso tempo umana e cristiana.

      D’altra parte, è importante tener conto che in questo modo, san Giovanni fa spostare il discernimento dagli effetti alla causa. Nel riportare la pratica dell’esorcismo, si vedono gli effetti cioè la liberazione e quindi la scomparsa dei sintomi. La causa principale, il demonio, scompare comunque, ma ciò che gli ha permesso di aggredire può rimanere nascosto. Per contro, nulla sfugge alla verità, perchè essa è luce. ‘In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolto.


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III - La preghiera di liberazione


Quale discernimento?


      Il primo discernimento che il pastore delle anime dovrà chiedere non porterà sulla possibilità di praticare l’esorcismo ma sulla volontà di Dio verso il fedele di Cristo. Qual è il bene di questo fedele di fronte alla sua sofferenza? Prima si sapere quale rimedio applicare, dobbiamo discernere il luogo e l’importanza di qesta sofferenza nel cammino di santità delle persone. La sapienza di Dio, nel quarto modo in cui Dio libera l’anima dal male (31), esige questa ricerca.

      A volte, può accadere che il bene dell’anima chieda di essere aiutata nella sua speranza teologale donandogli questo “sacramentale della speranza”. In questo caso, se il male di cui soffre il cristiano, deriva da un forte attacco del demonio, il sacramentale adeguato sarà l’esorcismo. Se il male di cui soffre il cristiano non è un attacco forte del diavolo, questo sacramentale potrà essere una preghiera di liberazione.

Notes: 31 - Vedi sopra, “Preghiera del Signore”


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La preghiera di liberazione


La speranza teologale ci permette di sperare veramente per il prossimo (32). A causa della carità fraterna di fatto noi auguriamo, a coloro che amiamo, il meglio. L’aiuto divino è oggetto della speranza teologale e può assumere la forma di un aiuto fraterno (33).

Notes: 32 - ST I-II, q 17, a 3, c. “Se si presuppone un’unione di amore con gli altri, allora si può desirerare e sperare un bene per gli altri come per noi stessi...E così come l’unica virtù della carità che ci fa amare Dio, noi stessi e il prossimo, così anche attraverso una sola virtù, la speranza che si spera per noi stessi e per gli altri.”
33 - Ibidem, I-II, q 17, a 4, c. “È lecito porre la propria speranza in un uomo o in una creatura come un agente secondario e strumentale che aiuta nella ricerca di tutti i beni qualunque essi siano, che sono ordinati alla beatitudine.”


Un segno di speranza

      In questo contesto, il sostegno di un fratello in Cristo, pregando con lui per essere liberato in un modo o nell’altro, dal peso della sofferanza che sopporta, è un sacramentale. Non si tratta più di una preghiera imperativa, ma deprecativa, supplicante. Il segno di questo sacramentale sarà la fede e la speranza espressa da colui che prega e che si esprime ad alta voce per essere ascoltato da chi soffre. Nella preghiera, colui che soffre si unisce a chi prega essendo portato dalla fede e dalla speranza di chi prega per lui. Egli può dunque fare un atto di fede e di speranza più fervente di quanto egli non farebbe da sè. È questo atto di fede e di speranza più fervente che libera chi soffre.

      Da qui, la preghiera di liberazione esige di essere contemplativa per portare chi soffre in unione con Dio. Ci sarebbe certamente qui molto da dire sull’amore fraterno esercitato in questo modo alle luce del mistero del Verbo Incarnato. Maria nel Cenacolo porta così gli apostoli nel fervore della sua preghiera e lo Spirito Santo viene dato in risposta all’esercizio eminente della carità fraterna (34).

Notes: 34 - Atti 1, 14 – 2, 1-4.

Una lotta contro gli ostacoli alla liberazione


      Un aspetto particolare della preghiera di liberazione, oggi il più comune, riguarda il male che ostacola la liberazione dall’influenza del demonio, anche per il grande esorcismo. Questo è ciò che viene comunemente chiamato “le porte aperte”. Il discernimento per quanto riguarda questo aspetto della liberazione deve essere affidata a coloro che hanno una comprovata esperienza (35).

Notes: 35 - Elementi di discernimento che sono qui riportati, non hanno lo scopo di suggerire al lettore di intraprendere questo stesso discernimento.

      Sulle porte aperte

      Gesù dice che liberare una persona dal demonio non è sufficiente perchè quest’ultimo rischia di tornare (36). Bisogna che per una conversione e un desiderio di seguire Cristo, la persona liberata non permetta più al demonio di reprenderla, ma deve anche essere invulnerabile, soprattutto nei luoghi che sono più facilmente raggiunbili dall’avversario.

      Il demonio, che ha perso la finalità nella sua caduta, non può agire (37) se non su ciò che non è finalizzato, su ciò che conosce, ciò che è in connaturalità con lui. Non possiamo qui sviluppare una metafisica della persona umana, ma rammentiamo da questo che la persona umana si sviluppa partendo dalla sua natura cercando la sua stessa finalità e desiderando di essere uniti a lei. Tutto ciò che impedirà lo sviluppo della natura umana in una persona umana sarà dunque una dispoizione negativa all’azione del demonio. Il divenire così complesso della persona umana resta più o meno dipendente dal suo condizionamento storico, nella misura in cui lo spirito ha più o meno superato questo condizionamento attraverso la ricerca della verità e dell’amore del bene che gli è proporzionale.

Notes: 36 - Luca 11, 24-26.
37 - Per la nostra indagine, ci sono delle eccezioni tra i santi, Dio permette alcuni attacchi del diavolo al di fuori delle tentazioni. Gesù stesso ha accettatto di essere avvicinato da lui nel deserto. Mt 4, 1-11 e Lc 4, 1-13. Ricordiamo tutti il santo Curato d’Ars, ma Dio può anche permettere agli altri più nascosti e meno riconosciuti nella loro santità, d’essere assaliti dal demonio al fine di insegnarci. È famoso il caso di Antoine Gay a Lione nel XIX secolo, che sotto l’influenza di possessione demoniaca ha dato una teologia della Immacolata Concezione. Vedi Victor di Stenay, “Il diavolo apostolo nella possessione di Antoine Gay”, Lione-Parigi, e Delhomme Briguet, 1894, ripr. Quebec, Cahiers Scivias, 2000; JH Grüninger, “Il posseduto che ha glorificato l’Immacolata Concezione”, Saint Benoit du Sault, Ed. Benedettine, 1996.



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      Un condizionamento radicale: l’atavismo

      Il condizionamento umano viene prima per quanto riguarda l’eredità della generazione. L’atavismo può essere una cattiva eredità in cui delle disposizioni che vengono trasmesse, servono al nemico per attaccacare l’uomo (38). Ci sono alcuni sintomi, scoperti empiricamente (39), che sono simili a quelli della psicologia e della medicina, per i quali è identificabile un’eredità oberata dal lato materno o paterno. Se, per esempio, ad ogni generazione di un albero genealogico sono stati commessi degli aborti, o dei suicidi, o degli adulteri, ecc..., questo potrebbe dare luogo ad un peso di sofferenza che porteranno i discendenti. Le persone, per esempio, hanno l’impressione, a volte, di portare un peso quasi fisicamente, come un sacco pesante. Secondo questa visione, a causa delle disposizioni negative trasmesse tramite la generazione, il peso delle sofferenze patite dai discendenti potrebbe essere aumentato da un’azione demoniaca.

      Per contrastare il male o per esserne liberati, alcuni celebrano una “messa di guarigione dell’albero genealgico”. L’albero genealogico è portato dal discendente, perchè egli è l’elemento unificante dei suoi antenati. Questa può essere una messa votiva al Cristo Redentore, in cui il celebrante intercede affinchè la persona che soffre sia liberata secondo il piano di Dio. La conferenza dei Vescovi di Francia ha pubblicato un documento sulla detta messa di guarigione dell’albero genealogico come auspicato suo creatore, il Dr. Kenneth Mac All, di confessione anglicana, e ripreso dal padre Hampsch (40), prete cattolico americano, sconsigliandola fortemente (41). I due motivi addotti dai vescovi sono chiari. In primo luogo, dal punto di vista psicologico, questa messa è ad alto rischio, perchè può mettere la gente in una situazione di deresponsibilizzazione (42). La messa è vista come la soluzione magica che permetterà di evitare un lavoro di purificazione di se stessi. In secondo luogo, il Dr Kenneth Mac All pensa che i morti siano a volte delle anime erranti in attesa di essere liberati e di entrare nella luce, ma ritiene anche che le anime che hanno fatto del male sulla terra possano continuare a tormentare i vivi. La dottrina cristiana non sostiene che ci siano anime erranti (43) in quanto sono di fronte a Dio e sono determinate dal giudizio divino particolare. Queste due ragioni invalidano la messa di guarigione dell’albero genealogico così come il Dr. Kenneth Mac All l’aveva auspicata. Tuttavia, nello stesso modo in cui la Chiesa incoraggia la celebrazione di messe per coloro che sono vittime di incantesimi su varie generazioni, allo stesso modo, essa non impedisce, sembrerebbe, di celebrare una messa per coloro che soffrono di una cattiva eredità che il diavolo usa per nuocere, purchè sia ben chiaro il modo in cui Dio libera dal male nella sua Provvidenza.

Notes: 38 - Ci sarebbe senza dubbio un’analogia da studiare in rapporto alla trasmissione del peccato originale. Le disposizioni che sono le conseguenze del peccato originale si trasmettono di generazione in generazione e sono delle vere “porte aperte” al demonio. Così come le conseguenze del peccato originale non possano essere distrutte, ma progressivamente ridotte da una vita di fede, altre disposizioni cattive possono essere rimosse dalla grazia dell’Agnello che ha tutto sopportato.
39 - È ovvio che questi sintomi non sono nè esaustivi nè sufficienti per affermare con certezza la diagnosi, perchè possono avere altre cause. Essi sono indicativi, ma l’accumulo di prove dà la convinzione morale sufficiente per avviare un sostegno adeguato.
40 - Padre John Hampsch, “La guarigione delle vostre radici familiari. Una soluzione divina per problemi difficili da risolvere”, Goleta, Queenship Publishing Compagny, 1986, trad. Fr. Saint Benoit du Sault, Ed. Benedettine, 2002.
41 - Conferenza dei Vescovi di Francia, “Nota dottrinale n°6 sulla guarigione delle radici familiari nell’Eucaristia”, 19 Genaio 2007, che può essere trovata su Internet all’indirizzo : http://www.cef.fr/catho/endit/txtoffic/2007/20070807note6_guerison_ arbre_genealogique.pdf .
42 - Ibidem, pag.2 : “La cosidetta guarigione delle radici famigliari tramite l’Eucaristia è dal punto di vista scientifico della psicologia, a rischio molto elevato. [...] La conseguenza più probabile è che impedisce il vero lavoro di sviluppo psichico. Il soggetto si trova come reso innocente dal suo coinvolgimento in ciò che gli sta accadendo”.
43 - Ibidem, pag. 2 : “Che le anime dei morti in purgatorio possano ancora nuocere in modo reale e in modo decisivo alla salute spirituale dei loro discendenti, e che liberando gli uni, si possa effettivamente guarire gli altri, ecco che apparirebbe come una nuova verità nella Chiesa cattolica e senza il supporto della tradizione: non si saprebbe dunque nè riconoscerla nè metterla in pratica”.


      Le ferite dell’infanzia

      Un secondo aspetto di condizionamento umano, che protrebbe arrestare la crescita della persona o ostacolare una liberazione, è l’infanzia ferita. Un bambino che non è amato secondo il linguaggio dell’amore, che gli è dovuto, sarà ferito. Questa ferita dell’infanzia può manifestarsi a qualsiasi età della vita, se la persona vive una circostanza simile a quella che l’ha ferita durante la sua infanzia. Le manifestazioni della ferita sono diverse secondo le ferite, ma le più comuni sono la depressione che nessun farmaco è in grado di dominare, una violenza, una tristezza insormontabile, un senso di abbandono, ecc...La via della liberazione passa attraverso la preghiera di guarigione interiore, in cui invitiamo la persona a offrire le ferite della sua infanzia, aiutandola a guardarle sotto la luce della speranza cristiana. Il Cristo morendo sulla croce, ha scelto di essere vicino a coloro che sono stati feriti dalle circostanze della vita e del peccato dell’uomo. La ferita dell’infanzia, in questa luce, diventa qualcosa che avvicina provvidenzialmente a Gesù, una porta aperta verso il cielo.

      Il processo di guarigione interiore non è una psicoterapia (44), ma una preghiera contemplativa, in cui l’anima scopre tutto l’amore di Dio per Lei attraverso le sue sofferenze che l’assimilano parzialmente a Cristo crocefisso. La preghiera di guarigione interiore ha lo scopo di portare la persona che soffre in una luce teologica e di farla uscire dal ripiegamento su se stessa, invitandola a superare uno sguardo umano devalorizzante sulle ferite dell’infanzia.

Notes: 44 - Non è soltanto un accompagnamento psico-spirituale, che tende a trascurare ogni aspetto dello sviluppo dello spirito umano.


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      Medianità (45)

      Un terzo aspetto che interessa il condizionamento umano, riguarda lo sviluppo disordinato della natura umana. Il caso più diffuso è quello delle tendenze medianiche cognitive o affettive. La sensibilità dell’uomo può essere così forte da occupare tutta la sua capacità vitale a scapito della sua vita spirituale. Questa mobilitazione disordinata della vitalità può diventare abituale. La persona con tendenze medianiche cognitive si concentrerà difficilmente su ciò che il realismo dell’intelligenza gli sfugge.

      Se la medianità è affettiva, le emozioni saranno anormalmente elevate, eccessive. La compassione per la sofferenza degli altri che ne deriva, avrà tendenze fusionali al punto che il medium non solo fisicamente ne risentirà il dolore come fosse una propria sofferenza, ma ne sarà talmente colpito che non riuscirà a controllarne le emozioni derivanti da questo vissuto. Si può avere l’illusione di vivere una compassione spirituale. Questo porta a pensare che si esercita una carità fraterna eminente attraverso questo semplice ‘sentire’ le sofferenze dell’altro. È lo stesso rapporto con Dio in cui il medium è spesso nell’illusione di una vita mistica autentica, a causa di una significativa esperienza emotiva che egli confonde con l’unione con Dio. Il punto comune di queste derive è quello di mettere il vissuto, ciò che la persona sente, prima dell’oggettività di toccare il mistero nella fede, la sperenza e l’amore.

      I sintomi di tendenze medianiche sono la stanchezza permanente che provoca una fantasia sfrenata, angoscie ricorrenti per nessuna ragione, un sonno non ristoratore, premonizioni, difficoltà nel condurre una vita sociale a causa della permeabilità delle influenze dell’ambiante in cui il medium si trova, ecc...Bisogna fare attenzione ovviamente a non confondere questi sintomi con quelli di una malattia come la depressione. A questo titolo, la cooperazione con un medico è utile, anzi necessario.

      La medianità è un difetto di cui il demonio si servirà, perchè è contraria alla volontà di Dio sulla persona umana. Il cristiano con tendenze medianiche inconsapevole può condurre una vita di preghiera e quindi rimanere vulnerabile agli attacchi dal diavolo. Cristo abita in una persona cristiana fervente, ma questa non è protetta dagli attacchi esterni del nemico, che tuttavia non ne mettono in gioco la via alla salvezza. In questo caso, la liberazione non può essere ottenuta con la preghiera, in quanto si tratta di una questione di responsabilità umana nello sviluppo di sè. Lo sviluppo del realismo dell’intelligenza e l’acquisizione di ciò che il filosofo chiama la virtù dell’intelligenza favoriscono la correzione della sensibilità medianica.

      La medianità essendo il risultato di eccessivo sviluppo della sensibilità e sopratutto della fantasia, dà un potere in rapporto alla sottigliezza della materia, cioè l’energia. Pertanto, la medianità dispone a tutte le pratiche occulte, così come magnetismo, radioestesista, divinazione, spirtismo, ecc...Fondamentalmente, i poteri medianici si sviluppano dalla natura umana ferita. Le pratiche occulte, essendo il loro esercizio contrario alla vocazione dell’intelligenza così come la sapienza di Dio l’ha voluta, utilizzano questi poteri medianici, e attirano fortemente la presenza del demonio.

      Pertanto, il rischio di confusione tra le terapie naturali che colpiscono pratiche energetiche ed occulte, è grande. Le terapie naturali come l’agopuntura e l’omeopatia possono essere buone perchè permettono all’organismo di gestire cambiamenti di energia, mentre pratiche che agiscono dall’esterno, al di fuori del coinvolgimento dell’anima, come il magnetismo, sono violente e non rispettano l’uomo.

      Infine, la medianità può produrre effetti simili a quelli dei carismi come i doni di discernimento, di conoscenza o di scienza, di guarigione, ecc... Alcuni sono stati sorpresi, dopo l’esrcizio di ciò che essi credevano essere carismi, di subire aggressioni che hanno attribuito a una battaglia spirituale per il bene, mentre invece sono diventate vittime del demonio a causa di un esercizio medianico.

Notes: 45 - Su questo problema, si consiglia il libro della IAD, n. 3, “La preghiera di liberazione e di esorcismo...Il discernimento.”


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Conclusione : Una strategia demoniaca


      La sregolatezza della natura umana induce a numerose confusioni e molti non possono fare a meno di pensare alla bestia della terra nel libro dell’Apocalisse, che fa prodigi per stupire i popoli della terra. Essa fa scendere fuoco dal cielo sulla terra, anima l’immagine della bestia del mare e marchia con la sua cifra coloro che la seguono (46). Gesù è venuto a gettare un fuoco sulla terra, che simboleggia l’amore così come la luce (47). La caricatura demoniaca della carità è una falsa compassione che imita la compassione della Croce (48) e finge di portare la felicità all’uomo attraverso la soppressione della sofferenza grazie a metodi occulti di guarigione (49). La caricatura demoniaca della luce è una falsa ispirazione divina che finge di aiutare l’umanità in difficoltà attraverso la previsione del futuro (50), la divinazione. Gesù, il Verbo fatto carne, è l’immagine del Padre che Egli è venuto a darci per ripristinare l’immagine di Dio. Questa immagine è reale, ma velata, è una presenza invisibile. La caricatura demoniaca è una falsa presenza grazie alla confusione del reale e del virtuale, come mostrato nell’animazione dell’imagine della bestia del mare nell’Apocalisse (51). Infine, il marchio della bestia della terra, il 666 è il segno di riconoscimento che permette agli adorati della bestia di comprare e di vendere. Non forse è la caricatura demoniaca dell’iniziazione cristiana (52)? L’iniziazione cristiana è quella dei sacramenti in cui il carattere marchia in modo indelibile il cristiano della sua appartenenza a Cristo, permettendogli di partecipare al commercio della Chiesa, le sue attività liturgiche, dove trova il nutrimento della sua vita teologale.

      Come aiutare coloro che si consacrano oggi all’attività occulta, che racomandano la beneficienza in modo efficace? L’anima di buona volontà non va forse a giustificarsi per il bene che realizzano queste attività? L’unico modo per illuminare un cristiano impegnato, con una sincerità genuina in queste vie oscure non è forse mostrare la strategia demoniaca che si fa gioco di lui, servendosi della sua buona volontà non illuminata?

      Alla fine, una via di santità unisce a Cristo sempre più e dà il vero discernimento per connaturalità, ma la collaborazione dell’intelligenza non dovrebbe essere trascurato e sembra più essenziale di fronte alle confusioni generate dal Drago.


Notes: 46 - Ap 13, 11-18.
47 - Luca 12, 49-50. È chiaro che Gesù annuncia la sua passione qui perchè continua: “Io sono battezzato con un battesimo, e quale non è la mia angoscia fino a quando si consuma!”
48 - La compassione del medium tenderà ad essere sensibile per primo. La compassione di Cristo è principalmente spirituale.
49 - Le terapie occulte sono oggi numerose e si potrebbe nominare in particolare il Reiki, la kinesiologia, ecc...
50 - Alcune divinazioni moderne prendono l’aspetto di scienza come l’astrologia, la numerologia, ecc...Per ogni informazione su queste pratiche, noi rinviamo al ibro di Jacky Cordonnier, le derive religiose, Lione, Chronique Sociale, 2003.
51 - AP 13, 14-15
52 - Si pensa qui a tutte le iniziazioni occulte che permettono agli iniziati di commerciare in senso ampio con coloro che sono ugualmente segnati.



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IV - LA MEDIANITÀ (Fatima, 07/05)


INTRODUZIONE


      Ho sentito l’obbligo di soffermarmi sul problema della medianità attraverso il mio ministero di esorcista. All’inizio di questo ministero, 11 anni fa, avevo constatato che non riuscivo a liberare alcune persone nonostante varie preghiere di liberazione, guarigione interiore, guarigione dell’albero genealogico etc.
Anche dopo aver chiesto consiglio a chi aveva una lunga esperienza in questo campo, non riuscivo a risolvere tale problematica. La domanda che mi ponevo era: com’é possibile non riuscire a liberare alcune persone dal male?

      Ho dunque parlato a lungo con alcune delle persone che venivano a trovarmi per scoprire che, in fin dei conti, avevano tutte una cosa in comune: il fatto di essere “medium”.
Mi son dunque recato dal mio vescovo per riferirgli quanto avevo scoperto e chiedergli l’autorizzazione di praticare una preghiera affinché il Signore liberasse queste persone dalla loro medianità.
Egli mi diede il suo consenso ed iniziai cosí a praticare questo tipo di preghiera sulla prima persona medium che venne a trovarmi.
Fui sconvolto nel constatare che questa persona perse subito la sua medianità! Ma purtroppo, nonostante abbia riprovato questo esperimento varie volte, ho dovuto constatare che esso non funzionava più!

      Il Signore voleva farmi comprendere, senza ombra di dubbio, che il problema che impediva la liberazione di fatto era la medianità ma che il modo di liberare i medium non era la preghiera.
Basandomi sui sintomi comuni a tutti i medium ho dunque cercato di capirne il significato sul piano filosofico poiché anche molti non-cristiani possono essere medium.

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1 - I SINTOMI DELLA MEDIANITÀ


      Il sintomo più importante é l’ipersensibilità. Un medium sente tutto: le persone, i luoghi, gli oggetti, etc... Si tratta di una sensazione fisica che non scaturisce né dall’intuizione né dal discernimento legato all’intelligenza. Tale sensazione si traduce in modo diverso, secondo la qualità di quanto verrà “sentito”.
Se ció che é sentito é buono, il medium proverà una sensazione fisica positiva e si ricarichérà. Al contrario, se ció che viene sentito é negativo, il medium si sentirà angosciato o molto stanco: avrà l’impressione che le sue energie vengono vampirizzate.

      Questa ipersensibilità si presenta in modo naturale attraverso la vulnerabilità di uno dei 5 sensi (uno di essi o più d’uno). Per esempio, se un medium é molto sensibile al rumore, un rumore potrà risuonare cosí forte nella sua testa da rivelarsi insopportabile.

      Il medium soffre di una leggera stanchezza permanente. Si sente sempre stanco. Cerca la solitudine perché la vita comune gli é difficile per non dire impossibile. In tal modo, i luoghi di grande affluenza come le stazioni, gli aeroporti, i negozi pieni di gente gli sono penosi: ha l’impressione di svuotarsi di tutte le sue energie.

      Il medium predilige dei luoghi in particolare: la natura e le chiese, soprattutto quando sono vuote. In questi luoghi si ricarica e ritrova la forma.

      Un medium attira tutte le persone che hanno problemi, tutti quelli che non stanno bene.
Questi malcapitati gli raccontano la loro vita, le loro disgrazie e, dopo un pó, il medium comincia ad immedesimarsi nelle sofferenze altrui e a sentirle. Si verifica dunque uno scambio in cui il medium prende su di sé il male dell’altro e, al tempo stesso, perde le proprie energie, mentre il suo interlocutore si sente di bene in meglio in quanto é come se vampirizzasse le energie del medium.

      Un medium prende una decisione in funzione di ció che sente. Quando deve prendere una decisione si fida di quello che sente e opta per la cosa che lo fa sentire meglio in merito alla sua scelta.

      Il medium in genere non ha un sonno profondo e puó subire delle aggressioni diaboliche durante la notte e, qualora non le avesse, il suo sonno non é ristoratore perché al risveglio si sente ancora più stanco di quando é andato a coricarsi la sera prima.

      Un medium sa di non avere difese: si sente come una spugna che assorbe tutto ció che circola. In particolare, di fronte al demonio e alle energie negative - come lui stesso le chiama - si sente completamente disarmato. Quando un’energia negativa é su di lui non riesce a sbarazzarsene.

      Cos’é la medianità? E’ una cosa buona? Come proteggersi dagli inconvenienti che essa comporta?

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2 - COS’E’ LA MEDIANITÀ?


      Ho riflettuto molto su questo problema partendo dalla filosofia del vivente in quanto esso concerne la sfera dell’ipersensibilità.
Non sono uno specialista in materia, eppure la mia scarsa conoscenza in questo campo mi ha fornito varie luci. Guardando ció con la Saggezza del Creatore possiamo mettere in evidenza la “finalità” e porre il problema della medianità in rapporto a tale finalità e allo scopo di giungere ad un discernimento di ordine teologico.

      Il vivente umano é complesso. É caratterizzato da una certa autonomia di vita: dipende da un ambiente vitale ma la sua vita gli appartiene, visto che attua operazioni vitali da solo. Quanto esposto finora dovrebbe essere ulteriormente approfondito, si tratta infatti di conclusioni, tratte dalla filosofia del vivente, che presuppongono un’analisi che non avró il tempo di dettagliare in questo contesto.

      Questa vitalità, per la quale il vivente trova in sé la fonte, é peró limitata. Lo sport; in particolare; ci mostra i limiti di tale vitaltà.
Il vivente sfrutta questa vitalità liberamente ma le sue operazioni vitali sono determinate dalla natura.
Tali operazioni vitali possono essere raggruppate basandosi sui tre livelli di forma di vita e sull’esperienza dataci dagli altri essere viventi. Cosí come le piante, anche l’uomo si alimenta e respira e come gli animali egli “sente”: la sua vita é sensibile. In fin dei conti ció che lo differenzia dagli altri esseri viventi é il livello della vita spirituale, lo spirito.
Attiro la vostra attenzione sul fatto che la vita spirituale di cui qui parlo é la vita dello spirito su un piano naturale e non soprannaturale. Si tratta infatti della vita dell’intelligenza e della volontà le quali sono le facoltà principali dell’anima spirituale.

      La vitalità limitata dell’uomo si suddivide dunque in tre diversi livelli di vita. Lo sviluppo della vitalità dell’uomo, il quale si basa sulle operazioni vitali, costituisce parte della crescita della natura umana di cui abbiamo già parlato durante la nostra ultima conferenza.
Affinché la natura umana possa svilupparsi in accordo con una prospettiva di vita nella persona é necessario che la vitalità si espanda nel vivente secondo un ordine di finalità che presuppone che l’uomo stesso sia finalizzato (questa finalità concerne l’essere personale dell’uomo e puó essere scoperta solo in senso metafisico. In tal modo la metafisica attribuisce alla filosofia del vivente la propria finalità).
Tutto deve dunque essere ordinato dalla vita dello spirito.
Quando c’é un’anomolia, come nel caso dei medium, il capitale di vita si concretizza solo al livello della sfera sensibile e ció si verifica indipendentemente dalla volontà immediata del medium.

      Comprendiamo allora che il medium “sente” e “risente” in maniera molto sviluppata, egli é al di sopra della media e ha una percezione superiore a quella degli altri, cioé di chi non é medium.
Più di un cieco, il quale sviluppa l’udito o il tatto, il medium ha un’ipersensibilità sovra-sviluppata.
In fin dei conti possiamo affermare che la medianità, poiché essa sviluppa solo la vita sensibile, penalizzando gli altri livelli di vita, consiste in un’anomalia del vivente in relazione alla sua finalità (quest’anomalia puó essere messa alla luce solo dalla metafisica della persona nella quale si scopre che la persona umana é fatta per contemplare Dio).

      Notiamo infine che la medianità é uno statuto stabile della vitalità del vivente. Si puó dire che essa é come un “habitus” (modo di essere) e l’habitus é di fatto una disposizione stabile.

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3 - L’ORIGINE DELLA MEDIANITÀ?


      Poiché la medianità fa parte della vita sensibile, saremmo tentati di dire che essa é ereditaria come lo sono le disposizioni della vita sensibile. In realtà, sono solo tali disposizioni ad essere ereditarie, cioé l’inclinazione a produrre atti di vita sensibile. Un bambino la cui mente non si é ancora risvegliata, produrra atti di vita sensibile e, a causa di queste disposizioni medianiche ereditarie, diventerà rapidamente medium.
É per questo che incontriamo persone che sono medium sin dalla loro più tenera infanzia: perché hanno un padre o una madre medium.

      Quando la medianità é ereditaria, il medium stenta a riconoscere il proprio stato come anormale. Infatti, come il cieco di nascita, egli ha sempre “sentito” certe cose e pensa che tutti siano come lui. Che scoperta per un medium di nascita capire di non essere come gli altri!

      Poiché la medianità é un habitus, essa si puó acquisire come si acquisice un habitus.
Abbiamo scoperto che la medianità é un habitus proprio perché essa puó essere acquisita.
Infatti é sufficiente fare esercizi inerenti la sfera della sensibilità perché essa si sviluppi più del normale e più di quanto sia necessario per cooperare alla conoscenza dell’intelligenza.
Un cieco sviluppa udito e tatto perché, non potendo vedere, si sforza di sentire e toccare per potersi spostare. Ripetendo queste azioni egli sviluppa l’udito e il tatto in modo stabile e ordinario. Crea cosí un habitus e non deve più far sforzi per percepire o sentire: ció infatti avviene spontaneamente.

      In tal modo tutti gli esercizi che sviluppano la sensibilità oltre la finalità della sensibilità – e cioé esulando dall’ordine dell’intelligenza – permettono alla medianità di svilupparsi. La sfera della sensibilità é molto complessa nell’uomo tant’é vero che la medianità puó assumere colori diversi secondo la facoltà sensibile che viene a svilupparsi. Ad ogni modo, in questa sfera, il punto comune ad ogni medianità é lo sviluppo dell’immaginazione e della cogitativa.

      La cogitativa non é la facoltà di cogitare bensí la facoltà particolare che ci permette di sentire il luogo in cui ci troviamo. Negli animali questa facoltà si chiama estimativa. L’agnello, per esempio, vede il lupo e scappa perché, grazie all’estimativa, sente che chi gli sta di fronte é contrario alla sua natura. Nell’uomo l’estimativa si chiama “cogitativa”.

      Ci sarebbero molte cose da dire riguardo alle pratiche che permettono alla medianità di svilupparsi.
Alcuni cristiani, devoti e animati da buone intenzioni, sviluppano la medianità senza rendersene conto. Per esempio, chi, attraverso la preghiera, cerca sempre di sentire che Dio é presente, che Dio lo ama etc. svilupperà la medianità. Allo stesso modo, chi vive una relazione fusionale affettiva puó sviluppare la medianità.
L’atteggiamento fusionale é tipico del medium - sebbene non tutti coloro i quali vivono un legame fusionale siano medium.

      La confusione tra la sfera spirituale e quella sensibile comporta uno sviluppo medianico notevole.
Tutto ció che é, più o meno, assimilabile alla New Age si basa sullo sviluppo medianico senza che ció sia esplicito. In questo tipo di correnti di fatto si insegna ad entrare in contatto con le forze della natura per essere in armonia con le energie dell’universo etc. etc.
La natura fisica non é spirituale. Entrare in relazione fusionale con la natura per sentirne le armonie implica necessariamente lo svilupparsi della medianità.

      Oserei dire che, grazie all’esperienza condivisa con le persone incontrate, tutte le tecniche assimilabili alla meditazione trascendentale ed orientale rendono una persona medium (sebbene sia necessario analizzarle più da vicino secondo le attività che vengono ivi presentate).
Su tale punto é interessante conoscere l’opinione di Padre Verlinde, specialista in questo campo, che ha vissuto e analizzato da vicino queste realtà.

      É evidente che tutte le pratiche occulte presuppongono una medianità (il magnetismo, tutte le tecniche di guarigione a distanza come il Reiki, la radiestesia, la chiaroveggenza, lo spiritismo, la magia in ognuna delle sue forme etc.).

      Se veniamo magnetizzati possiamo diventare medium; tutte le pratiche paramediche che hanno a che fare con le energie in maniera violenta ci fanno correre il rischio di diventare medium.
Dipende da chi guarisce e da chi viene guarito: per esempio, se il donatore é molto donatore, o medium, e se il ricevente é molto ricettivo perché coopera con tutte le sue forze.

      La droga ci fa diventare medium perché sviluppa con violenza l’immaginario in modo non finalizzato.

      Il mondo virtuale puó farci diventare medium se lo rendiamo assoluto e se entriamo in relazione fusionale con esso.

      Potremmo trovare senz’altro moltre altre cause della medianità, penso comunque di averne elencato le più frequenti.

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4 - GLI EFFETTI DELLA MEDIANITÀ?


      Lo sviluppo medianico conferisce poteri che sono, alla base, naturali, ma che diventano, nella maggior parte dei casi, occulti e diabolici.

      Questi poteri si dispiegano secondo la facoltà sensibile che si viene a sviluppare.
Poiché tutte le facoltà sensibili sono, in un certo qual modo, legate all’immaginario (che é la facoltà di sintesi della sensibilità), tutti i medium hanno una facoltà immaginativa molto sviluppata.
Ció comporta un’enorme difficoltà di concentrazione. Un medium non riesce veramente a leggere un testo perché dopo la prima o la seconda frase si distrae; oppure, all’opposto, é talmente assorbito dalla lettura, in maniera fusionale, da arrivare a leggere per varie ore senza accorgersi che il tempo passa, poiché é tutt’uno con quello che legge. Questa relazione fusionale non gli dà peró l’intelligenza di quello che sta leggendo. Non si tratta dunque di concentrazione – la quale é spirituale – ma di relazione fusionale.

      L’immaginario legato alla vista dà il potere della chiaroveggenza.
Esso si manifesta attraverso dei “flash” che la persona riceve nonostante non li ricerchi necessariamente attraverso la chiaroveggenza. Tali flash possono sopraggiungere senza preavviso e talvolta corrispondono perfettamente alla realtà. Quando non sono voluti, in genere si riferiscono alle persone care e sono come delle premonizioni.
Quando invece sono ricercati, sopraggiungono in maniera fusionale con la persona sulla quale viene praticata la chiaroveggenza.

      Quando la cogitativa é sviluppata in maniera medianica, essa consente di sentire i luoghi, gli oggetti e le persone. Il chiaroveggente se ne serve ugualmente per discernere.

      Sembra che l’immaginario medianico legato all’udito dia il potere della telepatia.
In effetti, l’udito é la facoltà del suono che conferisce alla parola umana il suo fine ultimo in quanto essa ne rappresenta il suono più qualitativo. Bisognerebbe approfondire ulteriormente per sapere se la cogitativa medianica legata all’udito non conferisca anche il potere di prenominizione relativo alle catastrofi naturali.
La cogitativa é la facoltà di sentire l’ambiente, cioé l’universo fisico.
L’udito serve a gustare il silenzio della natura, il riposo. Il silenzio assoluto della natura non esiste poiché essa é in continuo movimento. Il ritmo naturale é armonioso e genera un suono che é specifico alla natura.
Una disarmonia grave e brutale rompe questo suono naturale e puó essere percepita dal medium in anticipo.

      Potremmo ricercare altre combinazioni medianiche per discernere i diversi poteri.
Mi sembra chiaro che lo spiritismo costituisca un legame tra gli sviluppi medianici dell’immaginazione e della cogitativa.

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5 - IL DISCERNIMENTO SULLA MEDIANITÀ?


      Secondo il discernimento teologico fatto qui sopra, la medianità é direttamente contraria alla persona umana. Essa costituisce lo sviluppo della natura umana non finalizzato. Come e perché possiamo affermare che esso non é finalizzato?

      É appunto qui che incontriamo la pietra d’inciampo. La maggior parte delle persone dicono di mettere i loro poteri a servizio del loro prossimo e di essere in buona fede.
Grazie alle premonizioni possono segnalare catastrofi e incidenti, grazie alla chiaroveggenza possono aiutare le persone a prendere delle decisioni, grazie al magnetismo possono curare malati definiti incurabili etc.
Sappiamo bene quali siano le obiezioni che vengono continuamente sollevate.

      Qual é il criterio di discernimento? É l’efficacia del bene che puó essere fatto? Su un piano cristiano, la risposta é chiara ed é no. Sappiamo infatti che il demonio é capace di compiere prodigi e annunciare profezie.
Il demonio ha sempre avuto i suoi profeti nella Bibbia e arriva finanche ad allontanare il vizio scacciando i demoni. Gli Ebrei accusano Gesù di cacciare i demoni nel nome di Belzebù, il che prova che ne hanno già fatto l’esperienza. D’altronde, Gesù non dice che ció sia impossibile.
Forse alcuni di noi sono stati testimoni del fatto che una persona, posseduta da vari demoni, sarà liberata solo in parte perché i demoni più forti scacceranno i più piccoli nella speranza di rimanere nella persona, o per vanità.
Se il demonio é capace di fare il bene ció ovviamente non é gratuito: lo fa per sedurre le anime e possiamo affermare che, tra queste, nella maggior parte dei casi, ci sono i medium.

      É giusto compiere il “bene” se si distrugge la persona? Se la medianità implica la distruzione della persona, poiché ne impedisce lo sviluppo della natura umana verso la persona stessa, certamente essa non é un bene.

      Aggiungiamo anche che, poiché la medianità comporta lo sviluppo della natura contro la persona, il medium é conosciuto dal demonio. É per questo che i poteri medianici naturali si trasformano rapidamente in poteri occulti e diabolici. Un medium che vede i propri poteri aumentare improvvisamente e notevolmente é certamente già infestato dal demonio.
Un altro criterio dell’infestazione diabolica che puó andare fino alla possessione é che il medium non vuole rinunciare ai propri poteri.

      “La carità ben ordinata comincia da se stessi”: questo non é un proverbio ma una conclusione teologica. Un cieco puó forse guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in una buca?

      Vorrei aggiungere una nota di discernimento che mi sembra importante: la medianità é un carisma? Qual é la differenza tra un carisma e la medianità?
Entrambi si manifestano attraverso poteri che sembrano soprannaturali soprattutto quando il medium é infestato e i suoi poteri dunque aumentano. Il carisma non é un segno di santità e puó essere dato anche ad un brigante. Ne abbiamo vari esempi nella Bibbia. Il discernimento non puó essere dunque fatto basandoci sul soggetto che detiene tale potere e partendo dalla santità del soggetto.
Possiamo dunque affermare che la medianità é un “habitus” mentre invece il carisma non é permanente.
Colui che afferma di avere il carisma di guarigione e che puó metterlo in pratica quando vuole é un medium e non é un carismatico. Lo stesso vale per chi pretende di avere il carisma di scienza, conoscenza, discernimento degli spiriti etc. Di cosa si tratta? Di carisma, chiaroveggenza o forse addirittura di spiritismo?
Mi sembra che oggi ci sia molta confusione in alcune realtà del Rinnovamento Carismatico.

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6 - COME AIUTARE UN MEDIUM?


      É difficile liberare un medium infestato o posseduto dal demonio perché la medianità é una “porta aperta” per le ragioni qui sopra citate. Il demonio conosce il medium e puó agire su di lui. Abbiamo notato che il demonio non puó raggiungere l’anima spirituale poiché essa é creata da Dio. Puó peró raggiungere la sensibilità se quest’ultima non é finalizzata, il che é tipico dei medium.
Il demonio puó dunque ingannare il medium nel suo modo di sentire le cose. É per questo che il medium non si deve fidare di ció che sente.

      La prima cosa da fare é rendere il medium lucido riguardo alla propria medianità: spiegargli in cosa essa consista aiutandolo a comprendere che é necessario perderla e il perché di questa necessità.
Per far questo, é bene descrivere tutti i sintomi del medium di modo che egli riesca a riconoscersi facilmente in essi accordandovi fiducia perché gli state dicendo la verità su ció che vive e gli state fornendo luci su fenomeni che fino ad allora erano rimasti inspiegabili.

      La seconda cosa da fare é spiegargli come si fa a perdere la medianità.
La medianità é un habitus: un habitus si perde se non lo si esercita più. Invece più lo si esercita più esso si radica nel medium e più apre le porte al demonio.
Tuttavia, perdere l’habitus non esercitandolo non basta perché l’habitus medianico, come ogni habitus, permane in modo latente, e ogni esercizio medianico, anche dopo un lungo tempo di astinenza, risveglia la rapidamente medianità. Un’altra soluzione per perdere l’habitus medianico é creare un habitus che gli é contrario.
Faccio un esempio per dimostrare che ció é possibile: il cieco crea l’habitus dell’udito e del tatto perché la sua volontà mobilita la sua vitalità laddove egli lo desidera. Ció significa che la volontà ha la capacità di orientare il capitale di vita dove vuole.
Dal momento in cui esso é mobilitato nell’intelligenza, facoltà dell’anima spirituale, la volontà puó creare l’habitus del realismo. Siccome il capitale di vita é limitato, l’habitus del realismo dell’intelligenza si costruirà a discapito dell’habitus della vita sensibile: l’intelligenza infatti é la facoltà della realtà.
Quest’habitus si crea moltiplicando gli atti d’intelligenza, i quali sono atti di realismo e non di ragionamento.
Il ragionamento, in cui l’intelligenza é legata all’immaginario, rischia invece di far ricadere il medium nella medianità.

      L’esercizio più semplice dell’intelligenza é la presenza alla realtà: ció non significa prendere coscienza di questa presenza, ma semplicemente essere presenti.
In genere, non si deve praticare alcuno sforzo per essere presenti alla propria intelligenza.
Bisogna soprattutto vigilare per non essere assenti. É per questo che é necessario individuare i luoghi in cui il medium é nella sua medianità invece di essere nella sua intelligenza.
Si tratta di luoghi in cui il medium ha tendenza ad andare altrove con la propria immaginazione. Quando il medium é in una relazione fusionale non é più presente alla realtà. Invece l’intelligenza discerne ció che é, ció che esiste. Essa afferma cioé l’esistenza di ció che esiste come “altro” rispetto a ció che é “proprio”.
Affermare “ció esiste” significa affermare che esso ha un suo “essere” che non é il mio. Quest’atto d’intelligenza é direttamente contrario all’atteggiamento fusionale in cui, al contrario, io sono tutt’uno con un altro (o un’altra cosa). La relazione fusionale toglie, in modo immaginario, la distanza con l’altro.

      Il medium perde il realismo in tutti quei luoghi i cui egli non presta più attenzione a ció che fa ed é dunque “altrove”. Questo concerne tutte le attività ordinarie e ripetitive di ogni giorno.
Un altro luogo molto ricorrente é la natura o le chiese: questi sono posti che il medium predilige perché ha l’abitudine di entrare in relazione fusionale con essi per ricaricarsi, talvolta senza neanche rendersene conto.
Un altro luogo é la relazione interpersonale: poiché il medium attira a sé tutte le persone in difficoltà ed entra in relazione fusionale con esse, egli esercita la propria medianità. Nelle relazioni interpersonali deve imparare a mettere una distanza con l’altro: l’altro é l’“altro”, io sono io. Non bisogna confondere. Potremmo dire la stessa cosa riguardo la relazione con Dio, che é la preghiera, in particolare l’adorazione innanzi al Santissimo Sacramento.
Consiglio sempre ai medium di pregare con gli occhi aperti e di non chiuderli: chiudere gli occhi rende infatti la presenza difficile.
Invece, tenere gli occhi aperti aiuta il medium a essere ben presente alla propria preghiera. Anche fissare troppo a lungo lo stesso oggetto gli fa perdere la presenza. Per questo, durante l’adorazione al Santissimo Sacramento guardare l’Eucaristia é buono, ma non bisogna fissarla troppo altrimenti si perde la presenza e si ricade nella medianità esercitandola e, dunque, sviluppandola.

      Infine, bisogna segnalare che alcuni demoni possono cercare di impedire la perdita della medianità. Pare che questi demoni si chiamino Devas. Personalmente non ho potuto approfondire i rapporti tra gli chakras e la medianità ma essi sono in stretta relazione. In questo contesto vi ho fornito la prospettiva da un punto di vista filosofico mentre invece gli chakras sono in rapporto con le religioni indiane. Questi demoni, i Devas, agiscono appunto sui punti chakras per impedirne la chiusura. Nei casi in cui i demoni Devas sono presenti, bisogna fare una preghiera di liberazione.

      Per concludere, sconsiglio ai medium di andare nei gruppi del Rinnovamento per partecipare ai carismi. In effetti questi gruppi sono suscitati dallo Spirito Santo per pescare i “pesci grossi”, le persone cioé cariche di un grosso peso spirituale o infestate dal demonio.
Quando un medium si ritrova in questi gruppi per partecipare ai carismi si deve aprire all’influenza dello Spirito Santo. Ma purtroppo un medium non sa differenziare l’apertura allo Spirito Santo dall’apertura medianica. D’altronde, penso che non si possa riuscire ad aprire la propria vita spirituale senza evitare di aprire la propria sensibilità.
Un medium che apre la propria medianità puó dunque attirare su di sé i demoni di altre persone presenti alla preghiera le quali portano un peso spirituale.
Per questo é necessario fare molta attenzione quando si partecipa ai carismi: per poterlo fare é indispensabile essere ben finalizzati nella propria persona.
Di fatto, nei gruppi del Rinnovamento, ho constatato che talvolta purtroppo i medium - o le persone a tendenza medianica – vengono incastrati dal demonio.

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CONCLUSIONE


      La medianità é molto diffusa al giorno d’oggi: uno sguardo di saggezza sulla creatura ci mostra subito che la medianità é contraria all’intenzione di Dio sulla persona.
Dio crea l’anima spirituale perché l’uomo si governi partendo da essa e, perché, grazie ad essa, egli scopra e raggiunga il suo Dio. Sfoggiare i poteri acquisiti attraverso la medianità col pretesto della filantropia non é forse perverso?
La cultura moderna del virtuale, in cui i giovani sono soggetti in modo intensivo all’informatica nonché ai videogiochi, sviluppa molto la medianità in quanto questa fase ha luogo nell’età in cui, generalmente, si sviluppa l’intelligenza: tale sviluppo é appunto impedito dal culto del virtuale.

      Le ferite dell’infanzia, che oggi proliferano a causa della divisione in seno alle coppie, spesso sviluppano la medianità perché la sofferenza spinge a ripiegarsi su se stessi e sulla propria sensibilità.

      La paramedicina a base di manipolazione energetica sviluppa la medianità sia per chi la pratica sia per chi ne “beneficia”!
Il colmo é far credere che la medianità dia accesso alla vita mistica autentica!
Non é questa la menzogna del padre della menzogna? La menzogna di colui che é omicida sin dalle origini?

      Mi chiedo se, attraverso la medianità, non ci troviamo di fronte alla caricatura diabolica del sacerdozio regale dei fedeli.
Il sacerdozio é una mediazione sul piano spirituale che noi tutti possiamo esercitare grazie alla carità che é un habitus.
Una mediazione non finalizzata sul piano dell’ipersensibilità non é forse una caricatura diabolica?
Sappiamo bene che il demonio fa la caricatura di tutto quello che fa Dio: basta leggere il libro dell’Apocalisse per rendercene conto. Non dimentichiamo che il demonio ha fatto cadere Adamo ed Eva esercitando una falsa carità fraterna.
Ció che era in gioco era la salvezza: diventare degli dei mangiando il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male attraverso un atto puramente umano – e non soprannaturale – come il raccogliere un frutto dall’albero.

Padre Paul-Marie de Mauroy, c.s.j.      

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